I vincitori 2016

Il Festival conquista il pubblico e si conferma punto di riferimento a livello continentale

 

Gran finale il 3 dicembre. Nella sezione musica premiati gli Steso (Faer Oer) e Veronika Ucholik (Chukotka). Al documentario ‘Sume – Mumisitsinerup Nipaa’ e allo scrittore e musicista catalano Xavi Sarrià gli altri Suns Europe Awards

 

Come l’anno scorso, meglio ancora dell’anno scorso. La seconda edizione di Suns Europe, il Festival europeo delle arti in lingua minoritaria, che dal 1° al 3 dicembre ha portato a Udine, in Friuli (Repubblica Italiana), un selezionato campionario di espressioni musicali, cinematografiche e letterarie delle minoranze e delle nazionalità d’Europa, si è rivelata un grande successo sia per la qualità delle proposte artistiche presentate che per la partecipazione del pubblico, in misura ancora maggiore che nel 2015.

 

L’Europa in Friuli e il Friuli in Europa

La manifestazione, organizzata da Radio Onde Furlane / Informazione friulana con il sostegno dell’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e la collaborazione della cooperativa Puntozero e di altre entità e istituzioni locali ed europee, ha offerto in tre giorni un ricco e diversificato flusso di proposte, tra corti e lungometraggi da Paese Basco, Irlanda, Sàpmi, Friuli, Groenlandia e Sardegna, musica dal vivo da Galizia, Faer Oer, Chukotka, Chakassia, Bretagna, incontri tematici ed eventi speciali, tra cui ‘Scuele Europe’ (School Europe), lezione-concerto per gli studenti delle scuole secondarie sull’importanza della diversità linguistica e culturale, come ricchezza, diritto e opportunità, e ‘Suns Doc‘, dedicato alla produzione enogastronomiche delle minoranze.
Suns Europe ha rappresentato anche una vetrina europea per la produzione ‘Made in Friuli’. Dal nuovo romanzo ‘afrofriulano’ di Stiefin Morat/Stefano Moratto, ‘Kebar Krossé’, al mockumentary ‘Friûl Revolution’ di Marco D’Agostini e I Cjastrons, ‘Donald dal Tiliment’, a cura di Teatro Sosta Urbana e da ‘Int/Art’ di Dorino Minigutti e Giorgio Cantoni a ‘Brez Mej’ di Giovanni Chiarot, è emerso in forma creativa il profilo multilingue e multiculturale del Friuli (caratterizzato dalla presenza di quattro lingue: friulano, sloveno, tedesco e italiano).

 

Il gran finale di sabato 3 dicembre

Il tutto ha trovato la sua conclusione ideale nella coloratissima ed emozionante serata del 3 dicembre. Sul palco del Teatro nuovo “Giovanni da Udine”, pieno di gente, hanno presentato le loro proposte musicali i dieci concorrenti in lizza per il premio finale – il rapper friulano Doro Gjat, gli irlandesi Imlé e la cantante della Chukotka, Veronika Usholik, il gruppo trip hop delle Faer Oer, Steso, la band galiziana Familia Caamagno, il rocker bretone Brieg Guerveno, il performer siberiano Gurude, il cornico Rory McGrath, la cantautrice frisone Norma e i giovanissimi Berdon, quartetto hard rock della ladina Val di Fassa – ed è stato una polifonia di lingue, ritmi e stili. Lo spettacolo si è arricchito della conduzione dei presentatori – la coppia friulana-slovena composta da Renato Rinaldi e Karolina Cernic – e del live painting di Cosimo Miorelli, autore anche della grafica del manifesto di Suns Europe, che sullo schermo retrostante il palco ha caratterizzato in termini visivi l’esibizione di ciascun gruppo o solista.

 

And the winners are…

Al termine delle esibizioni, a pubblico e giuria tecnica è spettato il compito di decretare i vincitori del concorso musicale. In entrambi i casi, di fronte alla varietà e all’alto livello delle proposte, è stata un’ardua impresa. La giuria di esperti ha attribuito il premio finale agli Steso, «per le voci affilate come rasoi eppure dolci e ispirate, per i suoni profondi come oceani e le atmosfere lontane e per il calore che hanno portato a Udine dalle loro terre del nord». Il voto popolare ha premiato la forza espressiva e le doti vocali di Veronika Usholik, attribuendo gli altri due posti del podio a Gurude e Berdon,
Come da programma sono stati consegnati anche i premi relativi alle sezioni dedicate a cinema e letteratura, rispettivamente al film groenlandese ‘Sume – Mumisitsinerup Nipaa’ di Inuk Silis Hoegh, intenso documentario che ripercorre l’esperienza della prima rock band groenlandese a cantare in lingua inuit, tra il 1973 e il 1976, e a Xavi Sarrià, per la sua attività di autore in lingua catalana.